Il nuovo accordo tra Paulo Dybala e la Roma punta in modo deciso sulla componente variabile dello stipendio. L’argentino avrebbe una parte fissa di 2,2 milioni di euro netti all’anno, comprensiva del bonus alla firma, mentre il guadagno complessivo dipenderà soprattutto dalle sue prestazioni e dai risultati della squadra.
Il sistema di incentivi premia innanzitutto la continuità in campo. Per ogni partita iniziata e giocata per almeno 45 minuti, Dybala riceverà 100 mila euro fino al raggiungimento delle 20 presenze. Da quel momento, il premio salirà a 150 mila euro per ciascuna gara successiva.
È prevista una remunerazione specifica anche per le presenze da subentrato. Se impiegato per almeno 20 minuti dopo l’ingresso dalla panchina, il giocatore maturerà 75 mila euro a partita per le prime 20 occasioni. Oltre questo limite, il bonus verrà portato a 100 mila euro per ogni ulteriore presenza.
Una parte del contratto è inoltre collegata ai numeri offensivi. Al raggiungimento di ogni blocco di cinque gol o assist scatterà un premio, con importi da 100 mila euro fino a un massimo di un milione. Quest’ultima cifra potrà essere ottenuta arrivando a 30 partecipazioni complessive alle reti, tra marcature personali e passaggi decisivi.
Il quadro viene completato dagli obiettivi di squadra: sono infatti previsti ulteriori riconoscimenti economici in caso di conquista di un trofeo o di qualificazione alla Champions League. La struttura dell’intesa combina quindi una base salariale contenuta con premi potenzialmente elevati, legati a presenze, rendimento individuale e traguardi della Roma.

